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Importanza di sapere parlare in pubblico, consigli e formazione

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Quando si inizia l’università si è solitamente molto giovani e, quindi, molto poco formati come carattere e come sicurezza in sé stessi. Ecco perché sarete molto lontani dall’aver chiara in testa l’importanza di sapere parlare in pubblico. E invece è un passaggio difficile ed ostico da superare ma anche importante da introiettare, non solo perché dovrete affrontare innumerevoli esami accademici vis à vis coi docenti ma, soprattutto, perché, a tesi discussa, vi aspetta il mondo reale. Là le occasioni per dover guardare negli occhi un microfono saranno moltissime, che facciate politica ma anche solo che dobbiate tenere un piccolo intervento davanti a qualcuno. Il web è pieno di consigli su questo argomento e noi li abbiamo racconti ed elencati per voi ma abbiamo fatto anche di più. Abbiamo connesso queste dritte con l’offerta formativa di Unicusano specifica sul tema ma anche legata in qualche modo ad essa. Non vi resta che fare il primo passo verso il discorso alla nazione che prima o poi terrete a reti unificate. Scherzi a parte, ecco qualche informazione importante da mettere in fila. Buona lettura.

Stiamo per illustrarvi in modo pratico l’importanza di sapere parlare in pubblico ma prima è importante, per correttezza di informazione, che vi ricordiamo che questa è sì una guida sul tema di come affrontare un microfono ma non una fonte di sapere totale. Tante altre sono le dritte che in rete potrete recuperare sui segreti dell’orazione pubblica e tante altri sono i dati che potremmo trasferirvi noi stessi in diversi modi. Uno è, senza dubbio, il flusso di lettura che potrete seguire negli articoli che pubblichiamo con costanza nel blog accademico della città di Cagliari. Un altro è attraverso il form informativo con cui potrete farci tutte le domande che vorrete senza censura e senza limiti.

Chiarito questo aspetto, entriamo nel vivo dell’importanza di sapere parlare in pubblico. Come? Innanzitutto con un lavoro di sintesi sui consigli per affrontare un discorso davanti ad un microfono che propone il web. Tra i tanti, alcuni buoni ma altri meno, ecco quelli che abbiamo scelto e ci sentiamo di proporvi in quanto seri ed efficaci:

  1. Preparazione: è importantissimo non avere ansie interne dovute all’ignoranza della materia. Ce ne saranno molte altre difficili da governare per cui quella relativa al vostro studio non potete permettervi il lusso di tenerla. Studiate e ripetete davanti ad uno specchio finché non padroneggerete l’argomento in modo perfetto. Anche creare degli schemi su carta vi aiuterà a memorizzarli visivamente e a richiamarli quando vi serviranno davvero;
  2. Target: è intelligente ed utile fare una ricerca sulle persone con cui si sta per parlare. Conoscere il pubblico di riferimento, innanzitutto, vi darà l’opportunità di azzerare le sorprese che non sono amiche di un buon discorso coram populo e poi avrete anche modo di settare il linguaggio e la densità delle materie in base al livello generale dell’istruzione di chi vi starà a guardare;
  3. Visuale: fate in modo di fissare il pubblico “a zone” e guardare un punto in fondo alla stanza dove parlate. Questo darà sicurezza al vostro sguardo e quindi maggiore peso alle vostre parole;
  4. Eleganza: sembra un consiglio antico ma funziona ancora tanto. Presentarsi ben vestiti, in modo elegante ma senza eccessi, ben dispone l’audience che trasferirà il vostro charme da outfit anche sui vostri contenuti;
  5. Cambio passo: tenetevi sempre pronti due registri della stessa conversazione. Quando avvertirete un momento di stanca del pubblico, potrete scalare marcia e tirare avanti un altro po’ per arrivare alle agognate conclusioni;
  6. Emotività: anche quando il tema è estremamente razionale, ricordatevi che siamo uomini fatti di emozioni. Riservatevene un paio da “giocare” nei momenti giusti che, di solito, sono in apertura, per spianarvi la strada, e in chiusura, per lasciare una buona sensazione quando spegnerete il microfono.

film sul parlare in pubblico

Conoscere le tecniche di memorizzazione

Messi in cascina i consigli presi dalla rete, partite dall’idea che vivete, che sia in Italia ma anche nel resto del mondo occidentalizzato, in un mercato del lavoro estremamente specializzato dove un titolo di studio come la laurea (un tempo approdo culturale) è diventato la base per poi andare a fare un percorso di specializzazione post laurea attraverso i master.

Cosa significa nello specifico? Che, per parlare fluentemente davanti alle persone, è importante anche sapere davvero in modo chiaro cosa dire. Per questo, tra i corsi di perfezionamento, la nostra realtà vi propone il “Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Lettura veloce e tecniche di memorizzazione“.

I numeri per imparare a memorizzare meglio i contenuti sono interessanti: 300 sono le ore complessive dell’iter didattico, 450 sono gli euro che vi costerà questa formazione e 12 sono i crediti formativi che vi saranno riconosciuti a fine studi.

Ma cosa studiare per aumentare le capacità di memorizzazione? Non è qualcosa che si improvvisa perché le materie sono molto diverse tra loro e, ovviamente e costruttivamente, multidisciplinari. Affronterete le tecniche di lettura veloce ed efficace ed imparerete a riconoscere gli emisferi cerebrali e le loro caratteristiche principali. Porrete le basi per studiare attenzione e concentrazione ed anche i punti di fissità e dell’ampliamento del campo visivo. Infine metterete “le mani” sulle vere e proprie tecniche di memorizzazione e sulle strategie di apprendimento per approdare ad avere precisi stili di lettura.

Diventare un tutor

Tra i tanti sbocchi lavorativi del sapere parlare in pubblico ce n’è uno forse meno noto ma molto interessante perché in grande crescita. Si tratta del servizio di tutoring che molte università stanno offrendo col nostro Ateneo sugli scudi anche in questo.

Diventare un tutor vuol dire tante cose ma di certo vuol dire saper gestire la propria professionalità non solo con lo studente, verso il quale dovete apparire indistruttibili ed affidabili (sennò che supporto sareste?), ma anche coi docenti, con cui dovete intrattenere un network di informazioni e dialoghi basilare per garantire ai vostri assistiti di avere sempre e solo consigli sensati ed utilizzabili per rendere più facile la loro carriera accademica.

Le competenze di tutorship sono quindi psicologiche, comunicative ma anche amministrative, perché dovrete dare una mano anche lato burocratico con dritte utili in tutti quei passaggi spinosi che a diciotto anni possono far smarrire la direzione. Iscrizione al corso di laurea, creazione del piano di studi, colloqui coi professori, esercitazioni in classe ed assegnazione della tesi: sono davvero tante le voci che vi chiameranno in causa se sceglierete di seguire questo mestiere.

Diventare esperti della comunicazione nella pubblica amministrazione

Un altro modo per “monetizzare” l’importanza di sapere parlare in pubblico è declinare quanto appreso nel settore istituzionale. Nasce da queste premesse il “Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale nella comunicazione nella pubblica amministrazione“. Interessante questa strada perché rappresenta una rara opportunità di avere una formazione post laurea circa la comunicazione della PA.

Quali sono le materie della comunicazione della Pubblica Amministrazione? Partirete dall’analisi degli studi normativi che vi daranno le basi per muovervi al meglio in questo contesto comunque complesso per poi declinare il vostro know-how su concetti di trasparenza ed accessibilità. Anche le specificità della PA le analizzerete in modo completo e multidisciplinare per diventare presto professionisti autonomi.

Che tipo di investimento per studiare la comunicazione dell’amministrazione dovete fare? Economicamente di 950 euro, pagabili in due rate, mentre fattivamente dovete mettervi in testa di affrontare col massimo della serietà ben 750 ore di lezioni che poi vi varranno 30 crediti formativi universitari.

Conoscere i social network

Che la comunicazione sia pubblica o sia privata, in questo nuovo millennio dove il pubblico di riferimento sono, appunto, i Millenials, non potete prescindere dal conoscere i social network.

Le particolarità dei diversi canali social sono basilari da conoscere e riconoscere perché, se Marshal Mc Luhan diceva che il mezzo è il linguaggio, possiamo parafrasare il suo pensiero dicendo che questo vale anche qua nello specifico dividendo nome da nome. La creatura di Zuckerberg, per esempio, ha regole e sotto testi molto diversi dal mondo dei cinguettii di Jack Doersy e ancor di più dalle ferree norme del canale lavorativo imposto da LinkedIn. Facciamo un breve specchietto delle differenze tra i social network:

  • Facebook: ha un pubblico estremamente generalista dove l’età media sta salendo vertiginosamente (sono arrivate anche le “ziette”). Il livello medio culturale non è alto e questo fornisce grande successo a contenuti semplici e di facile impatto come il gossip e lo sport. Le sue campagna, se ben strutturate, hanno un appeal notevole proprio perché potete colpire a qualsiasi livello vogliate;
  • Twitter: ha un target molto specifico che viaggia tra i 20 e i 50 anni il cui titolo di studio è quasi sempre la laurea. E’ un terreno “colto” su cui, non a caso, fioriscono profili di testate giornalistiche, agenzie stampa e politici. E’ ideale se usato come un’agenzia stampa perché usufruisce del prestigio della fonte diretta ma anche della diffusione della tecnologia tablet e smartphone;
  • Instagram: è senza dubbio il web media dei giovanissimi, forse perché si basa sulle immagini. Da quando ci sono le storie è possibile strutturare una comunicazione più articolata che consente di mettere in atto strategie e piani. Richiede una forte predisposizione all’estetica, che i ragazzi hanno di default, ma è il canale con maggiori opportunità di sviluppo nei prossimi anni;
  • Prossemica: il linguaggio delle parole non può prescindere da quello del corpo. Potete decidere se usarlo poco o se farvi supportare da esso ma tenete a mente che dovrete gestirlo ad integrazione del vostro messaggio.

Si sta sempre più parlando anche del successo di Snapchat la cui più immediata caratteristica è che i contenuti si autodistruggono in tempi brevi, rendendo difficoltoso il controllo da parte dei genitori e quindi appetibili per i figli. L’andamento, però, è piuttosto altalenante e in Italia non ha saputo ancora attecchire a pieno.

Capita l’importanza di sapere parlare in pubblico? Speriamo che abbiate anche capito l’importanza di approfondire il tutto ancora e sempre di più.

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