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Che cos’è la bonifica ambientale e quando serve

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Nell’ambito della delicata tematica che afferisce alle varie forme di inquinamento si sente spesso parlare di siti contaminati e della necessità impellente di sottoporre gli stessi a una bonifica ambientale.

Smaltimento illegale di rifiuti tossici, aree fortemente inquinate dall’attività sconsiderata delle industrie, eventi accidentali e la disattenzione che l’essere umano mostra nella gestione dell’ambiente sono alcune delle cause che hanno determinato, e che purtroppo continuano a determinare, una serie di rischi per tutte le forme di vita presenti in natura, e di conseguenza anche per l’uomo.

Trattandosi di un argomento di grande attualità, al quale sono legate tra l’altro interessanti opportunità occupazionali per chi intende fare qualcosa di concreto per l’ambiente, l’Università Telematica Niccolò Cusano di Cagliari ha deciso di realizzare un post che tratta la questione ‘bonifica’ a 360°, e che intende fornire una panoramica completa, sia normativa che procedurale, sulle operazioni finalizzate a ripulire i siti contaminati dalle varie tipologie di inquinamento.

Cosa si intende per bonifica dell’ambiente

Il concetto di bonifica ambientale include le attività rivolte a risanare le aree contaminate dagli elementi nocivi e da tutte le sostanze dannose per la natura e pericolose per la salute dell’uomo.

Potremmo definire la bonifica come una sorta di pulizia dell’ambiente, in alcuni casi rivolta ad eliminare ciò che è inquinante e in altri a ridurre le sostanze nocive/dannose.

In Italia i contesti in cui si verifica più frequentemente l’esigenza di operazioni di bonifica rientrano le aree industriali, sia quelle dismesse che quelle in attività, le zone soggette ad eventi accidentali che rilasciano sostanze inquinanti e tutte quelle aree utilizzate illegalmente per sversare o interrare rifiuti tossici e pericolosi.

Nell’era moderna il concetto viene esteso ad altre tipologie di bonifica, che riguardano gli apparati e le tecnologie potenzialmente pericolose per la violazione del principio di tutela della privacy.

La bonifica del suolo

Qunado si parla di bonificare il suolo si entra in un discorso ambientale delicato, attualmente al centro di problematiche che affliggono la terra e minano seriamente il suo stato di salute, oltre a rappresentare una minaccia grave per la salute degli esseri umani.

Iniziamo a familiarizzare con l’argomento cercando di comprendere il significato di ‘bonifica del suolo’.
Di seguito riportiamo la definizione ripresa dal sito Wikipedia:

“ … Si occupa dei metodi di pulizia dei terreni contaminati e delle acque sotterranee dalle più diverse sostanze. Sostanze soprattutto in fase liquida, che versate sui terreni ne alterano le caratteristiche o ne compromettono l’uso.”

In Italia la materia è disciplinata dal Decreto Legislativo 152 del 2006 ‘Norme in materia ambientale’ che prevede la valutazione della pericolosità dell’inquinamento di un sito contaminato attraverso l’analisi di rischio sanitaria.

Il decreto definisce ‘sito contaminato’ e quindi da bonificare:

“ … un sito nel quale i valori delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR), determinati con l’applicazione della procedura di analisi di rischio … risultano superati”

Dall’articolo 239 in poi il decreto disciplina gli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti contaminati; in particolare la normativa definisce criteri, procedure e modalità per eliminare le sorgenti di inquinamento e ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti.
Il tutto è basato sul principio del ‘chi inquina paga’.

La bonifica di un terreno agricolo

Entriamo nello specifico dell’argomento e cerchiamo di approfondire e comprendere il concetto di bonifica dei terreni agricoli.

Partiamo dalla definizione di ‘bonifica agraria’ fornita da Wikipedia:

“La bonifica agraria è il complesso delle opere e dei lavori che si devono eseguire per rendere produttive le terre infruttifere e insalubri.”

A causa della vicinanza di attività industriali, e troppo spesso dell’illegalità delle procedure di smaltimento dei rifiuti, i terreni vengono contaminati da metalli pesanti, composti nocivi e sostanze tossiche.

Per ripulire il suolo, destinato o da destinare alle coltivazioni e alle varie tipologie di attività agricole, esistono varie metodologie di bonifica, tra le quali il fitorisanamento, o fitobonifica.

A differenza delle più comuni tecniche di bonificazione, la maggior parte delle quali oltre a ripulire il terreno lo impoveriscono delle sostanze nutritive, il fitorimedio consente di effettuare una bonifica ‘sostenibile’.
Si tratta di un sistema che sfrutta la capacità ‘depurante’ di alcune specie di piante per estrarre dal suolo gli agenti inquinanti e allo stesso tempo per rigenerarlo e renderlo fertile.

bonifica terreno agricolo

La bonifica dalle microspie

Come accennato brevemente nel corso del paragrafo introduttivo, con l’accezione ‘bonifica di siti contaminati’ non si fa riferimento soltanto ai contesti naturali; nell’era della tecnologia il concetto si amplia per abbracciare anche gli ambienti indoor, come ad esempio aziende, industrie, uffici, veicoli e abitazioni.

Si tratta di operazioni condotte con strumentazioni all’avanguardia finalizzate a rendere incontaminati gli ambienti, lavorativi e non, e i dispositivi tecnologici, quali smartphone, tablet e pc.
La ‘pulizia’ si concretizza nella ricerca, nell’individuazione e nell’eliminazione di eventuali microspie, cimici, rilevatori gps e di tutti quei dispositivi utilizzati per le intercettazioni illegali.

La bonifica ambientale mira quindi a proteggere i cosiddetti ‘dati sensibili’ e a combattere gli atti di spionaggio e di concorrenza sleale.

Lavorare nell’ambito della tutela ambientale

La salvaguardia dell’ambiente è una tematica che coinvolge, a vari livelli, innumerevoli settori del mercato professionale, e di conseguenza varie figure professionali.

Tra gli ambiti di specializzazione che consento di conseguire un know how spendibile nel settore afferente alla problematica dell’inquinamento rientra quello giuridico.

La specializzazione che in questa sede prenderemo in considerazione è il master in ‘Diritto ambientale e tutela del territorio’ attivato dall’Università Niccolò Cusano.

Si tratta di un corso post-laurea di II livello, afferente alla facoltà di Giurisprudenza, che mira ad approfondire la disciplina nazionale ed europea relativa alla materia ambientale.

Il programma di studio mira ad fornire agli studenti strumenti e chiavi di lettura per operare nel settore che afferisce alla salvaguardia del suolo, delle acque e del paesaggio, con un occhio particolare rivolto alle energie rinnovabili.

Ecco nel dettaglio gli argomenti trattati dal master:

  • I principi del diritto ambientale
  • I procedimenti amministrativi in materia ambientale: Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), Valutazione Ambientale Strategica (VAS), Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)
  • I rifiuti e la bonifica dei siti contaminati
  • Energia: le fonti di produzione energetica e le energie rinnovabili
  • Tutela dell’acqua, dell’aria e del suolo e lotta all’inquinamento
  • Responsabilità per danno ambientale: evoluzione della normativa e la determinazione dei risarcimento
  • Tutela del mare e aree naturali protette: diritto internazionale e l’equilibrio (difficile) tra le attività di produzione e la salvaguardia dell’ambiente marino

La struttura del programma si rivolge in via preferenziale ai laureati in discipline umanistiche e tecnico-scientifiche, agli operatori del settore che desiderano aggiornare il proprio bagaglio professionale e ai dipendenti della Pubblica Amministrazione e delle Forze dell’Ordine.

Al fine di agevolare la frequentazione del corso, Unicusano propone l’innovativa modalità didattica e-learning, perfetta per chi lavora e ha l’esigenza di accedere a una formazione flessibile e personalizzabile.
Attraverso una piattaforma telematica di ultima generazione l’erogazione dei contenuti del master avviene a distanza per cui senza il vincolo della presenza in ateneo e senza alcun limite di orario.

Il master prevede un costo di 1.500,00 euro, da corrispondere in due rate.
Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, per gli avvocati iscritti all’Ordine e per tutti i laureati presso l’Unicusano è prevista una quota di iscrizione ridotta pari a 1.300,00 euro.

Per ulteriori info e dettagli sul master online Unicusano puoi contattare il nostro staff attraverso il modulo che trovi cliccando qui!

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