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Ricette sarde tradizionali: eccone 10 da provare

Commenti disabilitati su Ricette sarde tradizionali: eccone 10 da provare Studiare a Cagliari

Se sei alla ricerca di ricette sarde questa è la pagina che fa per te!

La Sardegna vanta un’antichissima tradizione gastronomica, legata a piatti semplici e genuini.
Gran parte delle ricette portate oggi in tavola risalgono ai tempi in cui pastori e contadini erano costretti a stare lontani da casa per intere giornate, esigenza per la quale necessitavano di pasti veloci da preparare e facili da trasportare.

Dal pane carasau a quello guttiau, dai salumi al pecorino, dai primi ai secondi di carne e di pesce, la cucina sarda vanta una ricchissima proposta culinaria, composta da piatti che si diversificano da un’area all’altra  per sapori e ingredienti, in base alle abitudini e alla tradizione.

Ecco di seguito una piccola ‘guida gastronomica’ realizzata dall’Università Telematica Niccolò Cusano di Cagliari .

1 – Culurgiones

I protagonisti indiscussi della cucina sarda, almeno per quello che riguarda i primi piatti, sono i culurgiones.

Si tratta di una sorta di ravioli ripieni di patate e di altri ingredienti che variano in base alle abitudini e all’area geografica.

Tra le differenze più marcate la sfoglia esterna che può essere impastata con un misto di semola e farina o semplicemente con la semola.

Il ripieno è composto prevalentemente da patate alle quali vengono aggiunti, a seconda delle varianti, la menta, oppure l’aglio o ancora le cipolle.

La forma tipica è quella che prevede la tradizionale chiusura a spiga, realizzata rigorosamente a mano, con pollice e indice.

La cottura è la stessa prevista per i ravioli, ovvero in acqua bollente e salata.

Per quanto riguarda il condimento la scelta varia a seconda dei gusti: con sugo e pecorino grattugiato oppure in bianco, con olio e pecorino.

cucina sarda

2 – Zuppa Gallurese

Tra le ricette tipiche sarde non possiamo assolutamente non citare la zuppa gallurese che, come suggerisce il nome, è una specialità originaria della Gallura.

E’ comunemente considerato un piatto povero, anche se lo origini lo identificano come la pietanza delle occasioni importanti e delle feste quali ad esempio al Pasqua.

La ricetta è estremamente semplice e prevede pochissimi ingredienti: pane raffermo, brodo di carne e formaggio.

La preparazione parte dal predisporre in una teglia il pane raffermo tagliato a fettine sottili.
Successivamente bisogna ricoprire il primo strato con formaggio e menta secca per poi ricominciare dal pane.

Realizzati i tre strati di pane si passa a bagnare il composto con brodo di carne, rigorosamente freddo.

Ultimo passaggio: in forno per circa 40 minuti e la zuppa può essere servita in tavola.

3 – Pane Frattau

Il Pane Frattau è un piatto molto semplice preparato soprattutto nella Barbagia e nelle zone centrali della regione.

Le origini sono piuttosto incerte, legate a due differenti ipotesi.
La prima ipotesi attribuisce la ricetta ai pastori sardi che la avrebbero ideata durante il periodo della transumanza.
Per quanto riguarda l’altra ipotesi si pensa che il pane frattau sia stato un piatto improvvisato dalle donne del paese per accogliere l’inaspettata visita di un sabaudo.

Tra le varie ipotesi un’unica certezza, la ricetta.

Per preparare il pane frattau basta immergere qualche foglio di carasau nell’acqua bollente per ammorbidirlo e per poterlo poi condire con un’abbondante manciata di pecorino stagionato.

La versione originale, estreamente semplice, è stata nel tempo rivisitata e arricchita di altri ingredienti.

Oggi la ricetta tipica prevede il brodo al posto dell’acqua e come condimento l’aggiunta di pomodoro e di un uovo in camicia.

4 – Fregola ai frutti di mare

La fregola, o fregula in sardo, è protagonista di tantissime ricette tipiche dell’isola.

Si tratta di un tipo di pasta fatta di semola di grano duro, molto simile per forma e consistenza al cous cous. Le piccole sfere irregolari sono frutto di una lavorazione effettuata rigorosamente a mano, attraverso un processo di sfregamento, o ‘rotolamento’ che dir si voglia.
Il caratteristico colore deriva dall’essicazione e dalla tostatura in forno.

La preparazione tipica della fregula è con i frutti di mare e più in particolare con cozze, vongole, gamberi e calamari.

5 – Porceddu

Poscheddu a Nulvi, Porcheddu a Bono, Porcetto a Badesi, Pulceddu in provincia di Olbia-Tempio, su Pulcheddu a Berchidda, Procceddu a Cagliari: comunque lo si voglia chiamare il ‘porceddu’ rappresenta il simbolo della tradizione culinaria sarda.

Quello che invece non cambia è il metodo di cottura.
Per quanto esistano tante differenti varianti di ricette l’antica preparazione pastorale prevede alcune regole ben precise.
Innanzitutto è importante scegliere un maialino da latte di età compresa tra i 40 e i 60 giorni, il cui peso sia compreso tra i 6 e i 10 chili.

Per prepararlo arrosto bisogna disporlo in verticale, su uno spiedo in legno.
La cottura in orizzontale, per quanto piuttosto comune, causa la perdita dei liquidi e di conseguenza anche dell’autentico gusto del maialino.

La ricetta del porceddu arrosto non prevede aggiunta di particolari condimenti; a cottura ultimata bisogna semplicemente aggiungere un pizzico di sale e qualche foglia di mirto.

6 – Orziadas

Tra le ricette sarde a base di pesce è d’obbligo menzionare le orziadas, ossia gli anemoni di mare (o attinie).

Siamo nell’ambito di una ricetta dal gusto davvero particolare, ma estremamente semplice da preparare.

La parte più complicata è la pulizia delle attinie, dopodiché basta impanarli in una miscela di farina e semola prima di cuocerle in olio bollente.

Per esaltarne il sapore le orziadas fritte vanno servite ben calde, salate e accompagnate con spicchi di limone

7 – Panadas

Le panadas sono legate alla tradizione gastronomica di Oschiri e Asseminini anche se ormai vengono preparate in tutta la Sardegna.

Le origini sono antichissime; sembra addirittura che risalgano all’epoca nuragica.

Si tratta di tortine salate di pasta violata (una sorta di pasta brisé) farcite con ingredienti che variano in base all’area geografica in cui vengono preparate.

Il ripieno classico di Oschiri, ad esempio, prevede carne di agnello o di maiale, pomodori secchi, carciofi e patate.

Tra le versioni, oltre a quelle vegetariane con legumi e verdure, anche quelle con ripieno di pesce, generalmente tocchetti di anguille.

8 – Pardulas

Passiamo ora alle ricette sarde dolci, tra le quali spopolano le deliziose pardulas.

Nel nuorese vengono chiamate ‘casadinas’ mentre nel sassarese diventano più semplicemente ‘formaggelle’; quello che non cambia è l’incredibile bontà.

Si tratta di piccole tortine formate da un cestino di pasta croccante con all’interno un ripieno soffice a base di ricotta o formaggio fresco.

Tra le varianti anche quelle salate, con aroma di arancia, limone o con l’uvetta.

9 – Papassinu

Restiamo nell’ambito dolce delle ricette sarde per parlare del famosissimo papassinu, o pabassino, o anche pabassina.

Comunque lo si voglia chiamare si tratta di un soffice biscotto ricoperto di glassa bianca e zuccherini colorati.

Sono tipici del giorno di Ognissanti e del periodo natalizio, anche se in realtà vengono ormai preparati tutto l’anno.

La preparazione prevede un impasto di base simile alla pasta frolla con aggiunta di mandorle, noci e uvetta. Nella zona di Cagliari è tradizione prepararli con il vino cotto, quindi prevalentemente nel periodo autunnale.

10 – Seadas

Chiudiamo la sezione dolci, e anche il nostro post sulle ricette tipiche sarde, con la regina dei dessert dell’isola: la seada, una vera e propria gioia per il palato.

Che la si chiami seadas, sebadas o sabadas, si tratta in realtà di una sorta di grande raviolo, formato da due dischi di pasta di semola e da un ripieno a base di formaggio aromatizzato al limone.

La frittura la rende croccante e dorata, pronta per essere cosparsa di miele o di zucchero a velo e per essere gustata, rigorosamente ben calda.

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